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Un'importante Risoluzione del Parlamento Europeo
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POTENZIALE DEL TURISMO PER L'OCCUPAZIONE
(a cura del Segretario Generale di COMEN, Franco Garbaccio)

Importante Risoluzione del Parlamento Europeo
Nella seduta di venerdì 18 febbraio 2000 il Parlamento Europeo ha approvato una Risoluzione di grande interesse per il turismo e l’occupazione. Si riporta il testo integrale, unitamente ad una sintesi della Motivazione e dei Pareri della Commissione per i Diritti della Donna e le pari opportunità e della Commissione per l'Occupazione e gli Affari Sociali, che confermano le tesi sostenute dall'Associazione Internazionale COMEN-Conferenza Mediterranea, in particolare per quanto concerne l’occupazione e la qualità delle statistiche.

Risoluzione del Parlamento Europeo
sulla comunicazione della Commissione dal titolo:
"Rafforzare il potenziale del turismo per l’occupazione,
Seguito delle conclusioni e raccomandazioni del Gruppo ad alto livello
sul turismo e sull'occupazione"
(COM(1999) 205 – C5-0112/1999 – 1999/2115 (COS)
Relatore: on. Guido Viceconte

Il Parlamento Europeo,
- vista la comunicazione della Commissione (COM(1999) 205 - C5-0112/1999),
- viste le conclusioni del Consiglio del 21 giugno 1999 su turismo e occupazione1,
- visto l’articolo 3, lettera u), del trattato CE,
- visti il Patto europeo per l'occupazione, annunciato al Consiglio Europeo di Colonia nel giugno 1999, e gli orientamenti in materia di occupazione presentati nel settembre 1999 dalla Commissione,
- visto l'articolo 2 del trattato CE e in particolare l'obiettivo di raggiungere "un elevato livello di occupazione",
- visto l'articolo 160 del suo regolamento,
- visti la relazione della Commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo e i pareri della Commissione per i diritti della donna e le pari opportunità nonché della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A5-0030/2000),
A. considerando che il turismo, con le iniziative, i servizi, le infrastrutture e le imprese ad esso connessi, costituisce la principale attività dei paesi sviluppati e rappresenta la nuova frontiera dell'occupazione, soprattutto per i giovani e le donne,
B.  l'individuazione dei settori che creano maggiore occupazione e l'eliminazione degli ostacoli all'occupazione nel settore dei servizi, di cui il turismo fa parte,
C. considerando che lo sviluppo del turismo può condurre alla crescita del livello occupazionale e al miglioramento della qualità dell'occupazione e che a tal fine è necessario porre in essere politiche orientate all'utilizzo, alla valorizzazione e alla gestione delle risorse/attrazioni culturali e naturali, alla promozione, alla gestione e all'educazione della domanda in materia di turismo, nonché alla creazione di un consenso in seno alla comunità di accoglienza e allo sviluppo della cultura dell'ospitalità,
D. considerando che il turismo è un settore economico in costante espansione a livello europeo e mondiale, sia sul piano produttivo che occupazionale, e che per molte città, regioni e comuni dell'Unione rappresenta un'importantissima risorsa economica e culturale,
E. considerando tuttavia che questa espansione non si traduce sempre né ovunque in nuovi e migliori posti di lavoro e che, inoltre, la quota totale europea di turisti ristagna dal 1970; considerando in particolare, come sottolineato dal Gruppo ad alto livello, che gli elevati livelli di occupazione previsti potranno venir raggiunti solo ponendo in essere le condizioni giuste e prendendo le misure necessarie per massimizzare il potenziale turistico,
F.  considerando che il turismo è un settore composto da un'ampia gamma di attività che presentano caratteristiche di produzione diverse, a forte intensità di lavoro e in grado di impiegare persone con profili professionali estremamente diversificati, dal punto di vista sia della tipologia che della specializzazione,
G. considerando che nel trattato di Amsterdam manca una base giuridica specifica per la politica del turismo e che tale situazione non favorisce lo sviluppo di una visione sufficientemente comprensiva e coerente del turismo tra gli Stati membri e quindi il pieno sfruttamento del suo potenziale per l'occupazione; ricordando tuttavia che nell'ambito delle politiche regionali dell'Unione europea possono essere promosse iniziative strettamente collegate alla promozione del turismo rurale, ambientale, culturale, della ricerca e della formazione, congressuale, termale, della terza età e sportivo,
H. considerando che il Parlamento europeo sostiene da tempo e con forza l'adozione da parte del Consiglio di un programma pluriennale a favore del turismo, necessario a migliorare, da un lato, il coordinamento tra le diverse azioni comunitarie e, dall’altro, le sinergie con le politiche del turismo degli Stati membri,
I. considerando che l'Unione europea, alla luce dello stretto legame esistente tra turismo e occupazione e nel rispetto del principio di sussidiarietà, deve contribuire in primo luogo a migliorare le conoscenze del fenomeno del turismo per mettere in evidenza il suo potenziale in termini di creazione di posti di lavoro, a partire dall'elaborazione di statistiche affidabili ed economicamente significative, nonché per rafforzare la competitività e l'identità del turismo comunitario,
J. considerando che lo sviluppo del turismo comunitario è strettamente collegato alla sua sostenibilità rispetto agli obiettivi comunitari, ai diritti delle popolazioni locali e alla qualità della vita per quanto riguarda, in primo luogo, la sicurezza,
K. considerando che il turismo è stato più volte riconosciuto a livello europeo come una conquista sociale irreversibile e che pertanto dovrebbero essere promosse tutte le iniziative volte a soddisfare la domanda sociale,
L. considerando che il 95% delle imprese del settore è costituito da piccole e medie imprese, alle quali è pertanto necessario assicurare interventi di sostegno per il miglioramento ed il mantenimento degli standard di qualità necessari per operare in un mercato turistico multiculturale, competitivo e globale; considerando che la Comunità europea ha gli strumenti per promuovere la capacità delle PMI di crescere con l’evolversi del mercato e di creare occupazione,
M. considerando che la formazione e la mobilità della manodopera qualificata rappresentano gli strumenti fondamentali nella strategia di lotta alla disoccupazione in Europa, segnatamente per quanto riguarda il settore turistico, e che pertanto l'Unione europea deve impegnarsi a favorire soprattutto la formazione e la mobilità di personale in grado di soddisfare le esigenze multiculturali della domanda e di assicurare adeguati servizi di assistenza alla clientela,
N. considerando che le diversità geografiche, storico-culturali e ambientali costituiscono una ricchezza e la principale motivazione turistica delle regioni comunitarie e che pertanto l'Unione europea deve impegnarsi a sostenere le attività tendenti a promuovere e valorizzare le specificità e a rafforzarne l’identità, in un quadro di riferimento unitario che potenzi la capacità complessiva di attrazione dell’intero sistema turistico comunitario, in una prospettiva di cooperazione con i paesi candidati all’adesione e con i PTM,
O. considerando che lo sviluppo di infrastrutture di trasporto efficienti e sostenibili così come la diffusione delle nuove tecnologie dell'informazione rivestono un'importanza crescente per la competitività del settore del turismo,
P. considerando che il turismo potrebbe rappresentare un settore importante ai fini della creazione di occupazione anche per i piccoli centri urbani e le aree rurali, il cui patrimonio culturale e artistico è spesso sottovalutato e non è adeguatamente promosso,
 considerando che il turismo di massa in aree sensibili, quali le zone costiere e montane, può costituire una minaccia per le risorse ambientali e culturali locali se i flussi turistici e lo sviluppo urbano non sono gestiti in modo adeguato,
R. considerando che in molte regioni dell'UE il turismo investe soltanto alcuni limitati periodi dell'anno, laddove, inteso come risorsa economica, dovrebbe essere destagionalizzato soprattutto attraverso l'incentivazione del turismo della terza età, familiare e giovanile,
S. considerando che una politica di incremento dell'occupazione nel settore turistico deve essere concepita in un'ottica di evoluzione del mercato del lavoro, tenendo conto delle specificità territoriali, e che deve comunque basarsi sul rispetto dell'attività di contrattazione tra le parti sociali in causa,

1. condivide la strategia globale indicata dal Gruppo ad alto livello sul turismo e sull'occupazione (GAL); apprezza il fatto che le conclusioni di tale gruppo siano oggetto di una relazione specifica della Commissione e che siano parzialmente riprese anche nella comunicazione sulle politiche comunitarie di sostegno all'occupazione (COM(1999) 167 def.);

2. ritiene fondamentale che l'obiettivo dell'incremento occupazionale nel settore turistico sia strettamente connesso alla lotta contro il lavoro sommerso e alle varie forme di discriminazione nei confronti delle cosiddette fasce deboli dell'offerta di lavoro (donne, giovani, ecc.);

3.  è convinto che sia necessario prendere in debita considerazione le ragioni dei lavoratori e quelle degli imprenditori, al fine di guidare l'evoluzione del mercato del lavoro del settore turistico verso traguardi soddisfacenti sotto il profilo sociale ed economico;

4. deplora l’assenza di una base giuridica specifica per la politica del turismo nei trattati; ritiene che la definizione di tale questione sia essenziale per il futuro della politica del turismo e che pertanto gli Stati membri dovrebbero discuterne in occasione della prossima riforma dei trattati;

5. chiede alla Commissione e agli Stati membri di coordinare le politiche comunitarie di promozione dell'occupazione generate dal turismo e le politiche nazionali in materia di occupazione;

6. ritiene che l'azione dell'Unione europea debba contribuire a far nascere meccanismi programmatici e progettuali nell'ambito delle politiche regionali, atti a promuovere l'occupazione e nello stesso tempo a salvaguardare e valorizzare le valenze paesistiche, culturali, storiche ed ambientali che sono alla radice dell'industria del turismo, specialmente nelle regioni ultraperiferiche e insulari, caratterizzate da un equilibrio ecologico e demografico fragile;

7. ritiene fondamentale che lo sviluppo del turismo e la creazione di nuovi servizi in grado di creare occupazione ed orientare le autorità nazionali e regionali nell'elaborazione delle strategie di programmazione per gli obiettivi 1, 2 e 3 dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione figurino a pieno titolo nelle linee direttrici per i programmi strutturali del periodo 2000-2006;

8. ritiene che i progetti cofinanziati dall'Unione potrebbero contribuire positivamente a creare servizi e infrastrutture che favoriscano la mobilità dei turisti verso e nelle regioni lontane  a forte interesse turistico, specialmente quelle ultraperiferiche, il recupero delle aree in declino, il decentramento degli itinerari turistico-culturali e lo sviluppo delle aree a forte potenziale turistico;

9. invita la Commissione a sostenere risolutamente il turismo rurale in quanto strumento essenziale, e poco sviluppato, per la creazione di occupazione e il miglioramento del reddito, specialmente nelle regioni meno favorite;

10. invita la Commissione a definire le priorità strategiche in vista dello sviluppo del settore turistico nell'Unione europea; propone di concentrare il campo d'azione dell'Unione europea in materia di turismo su obiettivi delineati su questa base e sollecita il Consiglio ad approvare senza ulteriori indugi un programma pluriennale a favore  del turismo in grado di identificare le misure più urgenti, precisare i compiti e la sfera di intervento comunitari di concerto con le iniziative degli Stati membri;

11. auspica che al prossimo vertice comunitario sul lavoro, che si terrà a Lisbona nella prima metà del 2000, il turismo, quale sistema produttivo e settore capace di creare nuovi posti di lavoro, figuri a pieno titolo nelle linee direttrici della politica europea per l'occupazione;

12. chiede alla Commissione di favorire, attraverso lo strumento degli orientamenti per le politiche dell’occupazione per l’anno 2000, una maggiore presa in considerazione del turismo e delle attività ad esso connesse  da parte degli Stati membri, in particolare nei loro piani d’azione nazionali per l’occupazione;

13. chiede che vengano promossi progetti innovativi, in zone sensibili quali le aree costiere e di montagna, soggette alla pressione del turismo di massa e ad una rapida urbanizzazione, in base ai seguenti principi: fissazione di un limite massimo per lo sviluppo urbano, conversione ad una politica del turismo fondata sulla qualità e promozione di accordi di cooperazione fra operatori turistici e comunità locali al fine di gestire in modo appropriato i flussi turistici e di portare aiuto all'economia locale in modo sostenibile;

14. chiede alla Commissione di valutare la possibilità di mettere a punto un elenco di criteri che consenta di garantire che, nelle decisioni delle diverse direzioni generali su progetti da finanziare con stanziamenti del bilancio dell'Unione, venga promosso anche il settore del turismo;

15. ritiene pertanto che nei programmi comunitari finalizzati alla creazione duratura di posti di lavoro e al sostegno alle piccole e medie imprese la promozione del settore del turismo debba rappresentare un obiettivo di pari rilevanza;

16. è convinto che la creazione di nuovi, migliori e sostenibili posti di lavoro nel settore del turismo e delle attività ad esso connesse dipende strettamente dal rafforzamento degli standard di qualità e sicurezza dell’offerta turistica europea e che, quindi, i principi di qualità e sicurezza dovrebbero diventare gli elementi chiave specifici del contributo dell'Unione europea alle politiche nazionali del turismo;

17. ritiene che non si possa più rinviare la messa a punto e l'applicazione di un sistema di dati unitario per le statistiche sul turismo, che metta a disposizione delle istituzioni comunitarie, nazionali e regionali, degli imprenditori e dei sindacati, delle scuole e delle università nonché degli operatori in genere del settore informazioni attendibili sul turismo, sui fenomeni economico-sociali collegati, sulla dinamica occupazionale  e sulle potenzialità di formazione professionale dei prestatori di servizi turistici e di creazione di nuovi posti di lavoro;

18. chiede a tal fine alla Commissione di elaborare al più presto una relazione sui progressi realizzati nell'applicazione della direttiva 95/57/CE relativa alla raccolta di dati statistici nel settore del turismo, nonché una proposta di miglioramento della stessa per quanto riguarda gli indicatori relativi all’occupazione, al turismo sostenibile, alla domanda sociale;

19. invita la Commissione a intraprendere una verifica finanziaria delle attuali politiche e degli attuali programmi comunitari di sostegno all'industria del turismo, al fine di ottenere un migliore coordinamento delle azioni dell'UE;

20. sollecita la messa a punto di una griglia di indicatori di sostenibilità (economica, sociale e ambientale) che possano essere utilizzati dai governi locali e nazionali come supporto alla definizione delle politiche e strategie di sviluppo del turismo;

21. invita gli Stati membri e la Commissione a promuovere in particolare metodologie di formazione per manager e addetti alla gestione delle risorse endogene del territorio, da affiancare al personale reclutato in loco, in grado di organizzare e gestire sistemi di accoglienza per ogni tipologia turistica, di fornire assistenza tecnica alle PMI, di consentire l'accesso delle PMI e delle piccolissime imprese del settore del turismo a fonti adeguate di capitali, soprattutto capitali di rischio, di organizzare in rete tutte le potenzialità del territorio in materia di ricettività turistica, risorse ambientali e storico-culturali, eno-gastronomia per la valorizzazione delle produzioni tipiche, animazione, trasporti locali e intermodali;

22. invita la Commissione a inserire il parametro del lavoro delle donne nel settore turistico nel quarto programma pluriennale per le piccole e medie imprese;

23. invita la Commissione a inserire la dimensione del turismo nel quinto programma d'azione per le pari opportunità 2001-2005;

24. incoraggia la Commissione e gli Stati membri a raccogliere e coordinare iniziative provenienti dal settore del turismo volte ad agevolare il turismo per gruppi sociali organizzati, sviluppare forme nuove di turismo in nuove località e soprattutto incoraggiare la scoperta di destinazioni europee ultraperiferiche da parte degli europei del continente per esplorare le potenzialità occupazionali del turismo legato allo sport e per destagionalizzare i flussi turistici, al fine di creare occupazione stabile durante tutto l'anno, in particolare nelle località balneari in declino;

25. chiede alla Commissione di vigilare affinché il carattere già fortemente flessibile dell’occupazione nel settore del turismo non divenga un fattore di discriminazione negativa, in particolare negli aspetti del livello di remunerazione, della formazione, delle condizioni di impiego e del tempo di lavoro;

26. invita gli Stati membri a inserire il principio della parità di opportunità nel settore turistico nei programmi nazionali di lotta alla disoccupazione, incoraggiando le assunzioni e la mobilità orizzontale e verticale delle donne nelle imprese turistiche per mezzo di misure concrete quali, ad esempio, l’applicazione delle direttive relative alla parità di opportunità, l'intensificazione dei controlli effettuati nelle imprese per combattere il lavoro nero, la concessione di premi alle imprese che assumono personale femminile specializzato, ecc.;

27. invita gli Stati membri a incoraggiare e a promuovere una stretta cooperazione tra quanti, a livello statale, hanno responsabilità in materia di diritti della donna e di parità di opportunità e gli istituti per il turismo, d’ogni grado, in modo da prestare particolare attenzione al contenuto dei programmi di insegnamento che dovranno tener conto delle peculiarità e delle potenzialità delle donne e prepararle alle necessità e alle esigenze del mercato moderno; invita altresì gli Stati membri a favorire il turismo della terza età;

28. ritiene importante che siano realizzate e promosse la raccolta, l'elaborazione, la presentazione e la diffusione delle principali informazioni e delle prassi migliori; invita la Commissione a cofinanziare azioni pilota di scambio di esperienze e di "benchmarking", in particolare nei settori riguardanti la definizione delle strategie locali, la tutela dell'ambiente, la qualità delle prestazioni e la formazione alle nuove professioni del turismo; ritiene che per ottimizzare tali obiettivi vadano intensificati gli effetti sinergici per mezzo di una stretta collaborazione e un di coordinamento con i programmi già esistenti;

29. invita la Commissione a vegliare sull'effettiva applicazione delle regole di concorrenza in quei settori strettamente collegati al turismo, in particolare per lottare contro le distorsioni, i monopoli e gli oligopoli che fragilizzano la situazione di centinaia di piccole e medie imprese che operano nel settore;

30. incoraggia la Commissione, gli Stati membri e le autorità regionali competenti a incrementare i contatti con i paesi candidati all'adesione e con i paesi del bacino del Mediterraneo, al fine di migliorare o razionalizzare, se esistenti, forme di cooperazione per lo sviluppo di progetti comuni, in grado di attivare nuovi posti di lavoro, per l'individuazione e la gestione di nuove attività turistiche, nell’indotto, nei settori complementari, nella valorizzazione delle aree interne e del turismo collegato alla salute, comprese le risorse idrotermali, gli itinerari culturali per il recupero a fini turistici di paesi in via di abbandono, ecc., anche al fine di contenere il fenomeno dell’emigrazione non qualificata;

31. incoraggia gli Stati membri ad adottare misure fiscali positive per le piccole e medie imprese, in particolare quelle orientate alla riduzione degli oneri gravanti sul fattore lavoro, in modo da favorire la crescita dell'occupazione nei settori ad alta intensità di manodopera, tra i quali quelli ricadenti nell'ambito delle attività turistiche;

32. chiede agli Stati membri di adottare tutte le misure necessarie per facilitare l'accesso delle piccole e medie imprese che operano nel settore del turismo agli strumenti comunitari esistenti (Fondi strutturali, quinto programma quadro di ricerca, Leonardo, JEV, LIFE, ecc.) e per favorire l'innovazione e il partenariato;

33. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e ai governi degli Stati membri.
 

B. MOTIVAZIONE (SINTESI)

1. LA SITUAZIONE
Questa relazione della Commissione è il primo documento ufficiale inviato al Parlamento a seguito della Conferenza Europea sul Turismo e l'Occupazione organizzata dalla presidenza lussemburghese dalla Commissione nel novembre 1997.  Da allora sono passati quasi due anni durante i quali, purtroppo, non è stato possibile sbloccare in Consiglio l'impasse suI programma quadro pluriennale per il turismo, che rimane pertanto sul tavolo dei ministri, in attesa di essere adottato.
La mancanza di una base legale impedisce tra l'altro il finanziamento della linea B5-325 del bilancio della Comunità europea, che dovrebbe appunto servire a coprire le spese necessarie al coordinamento delle azioni comunitarie già esistenti nell'ambito di altre politiche (ambiente, ricerca, fondi strutturali, ecc.)
Nonostante il ritardo e l'indecisione dell'Unione europea rispetto alla realizzazione di una vera e propria politica comunitaria per il turismo, è cresciuta I' attenzione per il turismo in quanto settore capace di creare nuovi posti di lavoro .
Nella presente relazione al Parlamento, la strategia delineata dalla Commissione a partire dalle conclusioni del Gruppo ad alto livello sul turismo e l'occupazione si basa su tre grandi obiettivi:

1. migliorare le conoscenze, il know how e le competenze per quanto concerne il turismo;
2. fornire informazioni migliori per rendere più accessibili iniziative e programmi comunitari che interessano il turismo;
3. incentivare lo scambio di informazioni sulle misure legislative e sui progetti di sviluppo del turismo degli Stati
    membri.

Gli strumenti della strategia sono:
- istituzione di un programma (quadro) pluriennale sul turismo, come previsto nel compromesso presentato dalla Presidenza
  austriaca del Consiglio
- definizione degli orientamenti politici proposti dalla Commissione e dagli Stati membri con i paesi candidati all'Unione europea;
- creazione di un unico nuovo Consiglio Consultivo Europeo del Turismo;
- rafforzamento della Cooperazione con altre organizzazioni internazionali, come l'OCSE, il Consiglio d'Europa e l'UNESCO.

2. COMMENTI
Il vostro relatore è convinto che ormai sia percepita da tutti l'importanza del turismo e del suo impatto sull’occupazione, e che siano superflue ulteriori indicazioni di principio sul ruolo che il settore può giocare. Ma è convinto altresì questa su generalizzata percezione si basi più su sensazioni indotte da una verifica empirica del fenomeno, che su fatti statisticamente dimostrabili. La stessa Commissione europea definì un “paradosso apparente” la “percezione generalizzata del ruolo che il turismo svolge su scala mondiale e la visione imprecisa della sua identità, malgrado che negli ultimi anni si siano compiuti notevoli passi verso una migliore conoscenza del settore”.
Questa imprecisa identità, dovuta ad una carente conoscenza del fenomeno per mancanza di informazioni statistiche accettabilmente attendibili e scientificamente corrette, ha fortemente penalizzato la possibilità di avviare una organica politica comunitaria a favore del settore e la possibilità di creare occupazione in misura più rilevante.
In questo complesso scenario è necessario concentrarsi sul valore aggiunto che l'intervento comunitario può garantire al sistema del turismo europeo per migliorarne le condizioni e per aumentarne le capacità occupazionali, nella speranza di fare meglio quello che già ora è possibile fare, in attesa che la situazione istituzionale consenta ulteriori progressi del quadro normativo comunitario in materia di turismo. Ma per decidere è necessario conoscere e le statistiche attuali non sono idonee allo scopo….

2.1. STATISTICHE: cosa analizzare
L’impatto economico del turismo appare completamente misterioso, dal momento che le statistiche a livello europeo sono sempre state insufficienti, lacunose, inattendibili e pertanto inutilizzabili.
I dati diffusi da Eurostat non sono altro che la sommatoria numerica dei singoli dati provenienti dagli Stati membri, dal momento che non è possibile analizzarne la qualità.
Le numerose statistiche utilizzate dai governi nazionali e dalla stessa Commissione provengono in genere dalla fonte OMT, l’Organizzazione Mondiale per il Turismo. Non si capisce però chi fornisca i dati all’OMT.
In teoria, i dati statistici dovrebbero essere rilevati dalla base…e trasmessi all’OMT, vertice della piramide della statistica mondiale del turismo….
In realtà …  è il vertice a fornire le informazioni alla base in tempo reale, sotto forma di stime….
Che vengono utilizzate dai governi nazionali e dagli organismi internazionali, Unione Europea compresa, che con il loro prestigio ne accreditano l’attendibilità….

La Direttiva 95/57/Ce
La Direttiva 95/57/CE , relativa alla raccolta di dati statistici nel settore del turismo , è ispirata, in sintesi, da tre essenziali esigenze:
- la necessità di disporre di dati statistici attendibili e riscontrabili sulla struttura ed evoluzione della domanda e dell'offerta nel
  turismo, che non può essere realizzata in ogni singolo stato membro  al di fuori di una razionale e omogenea struttura comunitaria;
- la valutazione economica dell'industria del turismo nella Comunità secondo modelli di indagine uniformi che possono essere
  riscontrati nel tempo e nello spazio; sulla base di precise conoscenze sui movimenti, caratteristiche,  spese del turista ed effetti
  sulle dinamiche regionali;
- limitare l'influenza delle stagioni sulla domanda attraverso la disponibilità di dati mensili per aiutare gli operatori, pubblici e privati, a
  promuovere strategie, attività e sistemi finalizzati ad un più razionale utilizzo più delle strutture e delle risorse.

Il principale risultato del Programma fu però quello di mettere in luce l'esigenza degli utenti del settore pubblico e privato di disporre in tempi brevi di statistiche attendibili e comparabili sulla domanda e sull'offerta turistica a livello comunitario. Il Piano di azioni comunitarie a favore del turi-smo ( ) la poneva come " prioritaria" e necessaria per garantire il riconoscimento del ruolo del turismo come strumento di sviluppo e di integrazione socioeconomica, al fine di una valutazione della competitività dell'industria del turismo nella Comunità. ….
La grande complessità del settore esaminato e i molti "bersagli" conoscitivi proposti dalla Direttiva non rendono facile la realizzazione del programma operante sotto la coordinazione europea: la complessità dei concetti del settore economico "turismo", includendo molte differenti attività economiche, direttamente o indirettamente connesse con la domanda turistica, non rendono possibile una chiara e univoca definizione di tutte le imprese offerenti, né una semplice indagine di quale tipo e quanto forte sia la domanda. Come conseguenza, è attualmente difficile dare una dimensione alla struttura e alla performance di questo settore usando modelli di acconti industriali, che sono generalmente troppo inflessibili e non adatti per procurare le dinamiche della qualità del mercato". …
Negli anni passati la necessità di una sempre più ampia e aggiornata quantità di analisi sul turismo ha reso caotico lo sviluppo statistico del settore e ha fatto prosperare le fonti d'informazione ufficiali e non ufficiali basate su indagini o stime dirette o indirette.
Dagli elementi analizzati, non sembra però che la Direttiva abbia raggiunto l’obiettivo, o migliorato la conoscenza del turismo e dell’impatto occupazionale del settore, che se pur evidente e da tutti gli osservatori empiricamente percepito, non è possibile oggi misurare, organizzare o razionalizzare. Neppure si è evidenziata una metodologia innovativa nella raccolta dati da parte dei principali Paesi. Anche se apprezzabili positivi risultati si sono registrati con singole iniziative…nell’insieme si può affermare che i contenuti della Direttiva 95/57 abbiano bisogno di una attenta revisione, per farla meglio aderire ai bisogni di conoscenza del settore e per analizzare i problemi che vi si frappongono.
La Direttiva prescriveva che la Commissione doveva presentare al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale una rela-zione sull'esperienza acquisita nell'esecuzione dei lavori previsti dalla direttiva, dopo un periodo di tre anni dall'inizio della raccolta dei dati.
Il Parlamento potrebbe partire da questa occasione per affrontare in un dibattito, da ripetersi  annualmente, il tema dello sviluppo turistico e del suo impatto occupazionale contestualmente all’analisi sullo stato di avanzamento del programma statistico europeo sul turismo...

2.2  COORDINAMENTO E IMPULSO DELLA COMMISSIONE
E' opinione del vostro relatore che non serva solo un coordinamento più efficace, ma anche un migliore indirizzo dell'intervento comunitario per il turismo, che attualmente appare sparpagliato in molti rivoli e in molte direzioni. La Commissione stessa lo afferma nella sua relazione, ed è significativo che l'organismo che ha la responsabilità del coordinamento all'interno dei suoi servizi denunci la necessità di un miglior quadro di riferimento a livello comunitario che dia maggiore efficacia alle azioni comunitarie nel campo del turismo, visto che l'esperienza passata e la valutazione delle misure comunitarie concernenti il turismo dimostrano che esistono seri rischi di sovrapposizioni e ridondanze che tendono a ridurre l'efficacia degli sforzi della Comunità e degli Stati membri .
Cosa s'intende per quadro di riferimento? Forse s'intende la proposta di programma pluriennale per il turismo, che giace ancora sul tavolo del Consiglio. In tal caso, non bisogna farsi molte illusioni vista la necessità di un voto all’unanimità e vista l'opposizione di alcuni Stati membri, il Consiglio non può adottare quel programma. Il Commissario Likanen, durante l'audizione di fine agosto, non ha nemmeno preso l'impegno di fronte al Parlamento di volere riattivare il processo di adozione di un programma per il turismo….
Su questo versante la situazione appare bloccata e non si può certo darne la colpa alla Commissione, vista l'impasse al Consiglio. Nondimeno, non si capisce cosa impedisca alla nuova Commissione di svolgere almeno un coordinamento interno più efficace di quanto non sia stato finora attuato…

2.3  RISORSE UMANE, MOBILITA' E FORMAZIONE
Benché le PMI rappresentino la struttura portante del turismo europeo (oltre il 90%), i sistemi formativi del turismo hanno finora trascurato questo importante segmento. Inoltre, sebbene la concentrazione dei flussi turistici, nel tempo e nello spazio, stia diventando un fenomeno sempre più preoccupante, ben poco si è fatto per diminuire la stagionalità.
L’ampliamento del periodo di utilizzazione delle strutture turistiche consentirebbe un forte assorbimento di manodopera e la creazione di posti di lavoro più stabilizzati.
Il Piano di Azioni comunitarie a favore del turismo del 1992, indicava che la stagionalità poteva essere contrastata con la creazione di nuovi prodotti turistici, la valorizzazione di nuove località, la promozione del turismo rurale, culturale, l’incremento della Domanda sociale, in particolare degli anziani. In queste direzioni è stato realizzato molto poco. Ora la capacità del turismo europeo di mantenere la sua quota di mercato deve far leva, in particolare, sullo sviluppo del “turismo sostenibile”…
La sempre maggior richiesta del mercato di un “turismo sostenibile” rende evidente che è un momento di profonde trasformazioni del turismo. Lo sbocco lavorativo per i tradizionali profili professionali nel turismo è in crisi, ma nel contempo si aprono ampie prospettive nei nuovi comparti (es. informatica e telematica applicata, turismo rurale, termale, culturale, valorizzazione ambientale, responsabili qualità, marketing, promozione e commercializzazione, eno-gastronomia, animazione, ecc.)…
Una ricerca realizzata dall’Istituto Universitario Navale di Napoli, d’intesa con il Dodecanneso e l’Andalusia, nell’abito del Programma comunitario Leonardo da Vinci, ha evidenziato che i lavoratori del turismo sentono il bisogno di perfezionare la loro formazione in primo luogo nella conoscenza delle lingue e nel campo dell’informatica…
La mobilità internazionale della forza di lavoro nel settore turistico privato risponde all'esigenza di creare un ambiente multiculturale nelle località  di accoglienza europee.
Non è sufficiente lasciare che il mercato assorba I flussi di immigrazione stagionale che generalmente servono a coprire le mansioni di base (pulizia, servizi di cucina, ecc.), cosa che si riscontrano ovunque in Europa; bisogna favorire lo sviluppo razionale di flussi selezionati di personale per servizi di alta gamma (rapporti con la clientela, accoglienza, intrattenimento, escursionismo culturale e ambientale).
In quest'ultimo caso, le PMI sono nettamente svantaggiate rispetto ai grandi operatori, e non possono attivarsi spontaneamente per superare questo gap.
La creazione di queste “nuove professionalità”, di livello sovranazionale, dovrebbe essere compito dell’UE nel suo insieme, mentre la formazione professionale tradizionale rimarrebbe compito delle istituzioni nazionali e regionali.

2.3.1. La capacità di accoglienza e la formazione
L'obiettivo di migliorare gli standard di qualità dell'offerta turistica, al fine di promuovere il turismo sostenibile delle aree interne e dei centri minori, è direttamente collegato e condizionato al miglioramento della “capacità di accoglienza” delle nuove mete turistiche, in primo luogo alla creazione di Centri di servizio per le PMI alla cui gestione devono essere incaricati professionisti adeguatamente formati, in grado di organizzare un sistema di servizi in risposta alla richiesta di un mercato multilingue e multiculturale.
Con l'espressione “ accoglienza turistica” si intende in primo luogo il complesso di iniziative e di servizi necessari per assicurare al turista una molteplicità articolata di servizi ricettivi conforme allo standard richiesto, notizie e consigli sugli itinerari da visitare, collegamenti e mezzi di comunicazione
Per gestire il sistema è necessario costruire le “competenze professionali” in dimensione europea per giovani che dovranno mutare lavoro nel corso della loro vita (mobilità e flessibilità). La società attuale richiede che gli individui siano in grado di comprendere situazioni sempre più complesse e in rapida evoluzione, saper gestire un elevato numero di informazioni. Il turismo sostenibile costituisce un campo privilegiato per un approccio complesso per transdisciplinarietà e multidisciplinarietà, poiché richiede  saperi inediti ed inedite collaborazioni.
L’intervento comunitario dovrebbe concentrarsi soprattutto nella creazione di una rete europea di formatori, che possano trasferire sul campo, con un processo continuo, nel modo più proprio e corretto, quanto la ricerca teorica ed applicata viene mettendo a punto…
 

PARERE della COMMISSIONE PER I DIRITTI DELLA DONNA E LE PARI OPPORTUNITÀ (sintesi)
sulla comunicazione della Commissione dal titolo “Rafforzare il potenziale del turismo per l’occupazione – Seguito delle conclusioni e raccomandazioni del Gruppo ad alto livello sul turismo e sull’occupazione” (COM(1999) 205 - C5-0112/1999 - 1999/2115(COS)) (relazione Guido Viceconte)
25 novembre 1999
La Commissione per i diritti della donna e le pari opportunità invita la Commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo, competente nel merito, a inserire nella sua relazione i seguenti punti:

- ritiene che la Comunità possa svolgere un ruolo molto importante per la difesa del lavoro femminile e la creazione di nuovi posti di lavoro per le donne e invita la Commissione europea a sostenere con forza e senza eccezioni il principio di parità delle opportunità in tutte le politiche e i programmi di aiuto comunitario riguardanti il turismo;
- giudica indispensabile l’adozione di misure specifiche e di azioni positive per combattere le diseguaglianze esistenti e invita la Commissione ad adottare misure speciali che assicurino la parità di opportunità nel settore turistico attraverso programmi comunitari che affrontino problemi particolari quali, ad esempio, il lavoro stagionale, la necessità di un rinnovo dei contratti di lavoro di anno in anno, la protezione sociale e le possibilità di sviluppo delle donne nelle forme di lavoro atipico, l’accesso al lavoro per le donne portatrici di handicap, la custodia dei bambini delle donne lavoratrici durante i periodi delle vacanze scolastiche che coincidono con le stagioni turistiche, ecc.
- invita la Commissione europea e gli Stati membri ad incoraggiare la formazione professionale delle donne che lavorano nel settore del turismo, a promuovere lo scambio di esperienze per ampliare le scelte professionali delle donne, a informare le donne sulle professioni del futuro, a incoraggiare le donne a raggiungere importanti posizioni di dirigenza e gestione, a procedere alla definizione dei modelli professionali e al riconoscimento, sul piano comunitario, delle qualifiche professionali;
- ritiene che il turismo possa creare possibilità di sviluppo per le donne nelle regioni periferiche (rurali o insulari) dove esse affrontano particolari problemi di sviluppo e chiede pertanto alla Commissione di incoraggiare lo sviluppo dello spirito imprenditoriale nelle donne e soprattutto nelle donne di queste regioni;
- chiede che vengano sviluppati i programmi di agriturismo, ma che vengano forniti anche gli aiuti necessari (informazioni sul mercato locale, formazione generale in materia di creazione di aziende turistiche), per concentrarsi in particolare sulle opportunità di lavoro per le donne nelle zone rurali;
- contenuto dei programmi scolastici che dovranno tener conto delle peculiarità e delle possibilità invita la Commissione a fare uno studio comparativo nei paesi dell’Unione europea per quanto riguarda il lavoro e l’istruzione delle donne nel settore del turismo, e a incoraggiare gli studi riguardanti le caratteristiche del mercato del lavoro e le nuove professioni nel settore del turismo;
- invita la Commissione europea e gli Stati membri a sviluppare i loro servizi statistici e a pubblicare statistiche per area geografica, categoria sociale, sesso e tipo di lavoro, e a divulgare le esperienze pilota o comunque rilevanti;
- invita la Commissione europea a inserire la dimensione del turismo nel quinto programma di azione per realizzare la parità nel periodo tra il 2001 e il 2005;
- invita gli Stati membri a inserire il principio della parità delle opportunità nel settore del turismo nei programmi nazionali di lotta alla disoccupazione, incoraggiando le assunzioni, e la mobilità orizzontale e verticale delle donne nelle imprese turistiche con misure concrete quali, ad esempio, l’attuazione delle direttive sulla parità delle opportunità, controlli più severi nelle imprese per combattere il lavoro nero, l’incentivazione delle imprese che assumono personale femminile specializzato, ecc.;
- invita gli Stati membri a incoraggiare e a promuovere una stretta cooperazione tra quanti, a livello statale, hanno responsabilità in materia di diritti delle donne e di parità delle opportunità, e gli Istituti per il turismo, d’ogni grado, in modo da prestare una particolare attenzione al delle donne per prepararle alle esigenze del mercato moderno.
 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'OCCUPAZIONE E GLI AFFARI SOCIALI (sintesi)
La Commissione per l’occupazione e gli affari sociali accoglie favorevolmente la premessa su cui si basa la comunicazione della Commissione, vale a dire che “L’occupazione figura fra le principali azioni prioritarie della Commissione nel campo del turismo”. Tale affermazione è pienamente in linea con quanto concluso dal Gruppo ad alto livello sul turismo e sull’occupazione (Gruppo Corsten), secondo cui il turismo potrebbe contribuire in modo significativo alla lotta contro la disoccupazione. Le cifre sono piuttosto eloquenti: il settore del turismo offre già più di 9 milioni di posti di lavoro e si prevede che, entro il 2010, si possano creare  altri 2,2-3,3 milioni di posti (nell’ipotesi di un tasso di crescita annuale dell’1-1,5%). E’ certo che il potenziale di creazione di posti di lavoro è enorme, e la commissione accoglie favorevolmente il lavoro già svolto ai fini di uno sfruttamento ottimale di tale potenziale.

La Commissione continua a sostenere il principio secondo cui l’azione comunitaria nel settore in questione risulterebbe più facile se venisse adottato un programma pluriennale a favore del turismo e valuta positivamente il paragrafo elaborato dal relatore in cui si sollecita il Consiglio ad approvare un programma di questo tipo. Nel frattempo, è importante che le misure prese a sostegno del potenziale occupazionale del turismo siano coerenti e complementari, sia che esse rientrino nel quadro di programmi comunitari o che si tratti di azioni intraprese dagli Stati membri. Il relatore della commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo ha posto ovviamente l’accento soprattutto sul potenziale della programmazione dei Fondi strutturali in vista dello sviluppo dell’occupazione nel settore del turismo. Pur condividendo questo approccio, la mia commissione vorrebbe mettere maggiormente in evidenza la sinergia con la strategia europea in materia di occupazione.

In una risoluzione sul turismo approvata durante la precedente legislatura, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione ad analizzare dettagliatamente le proposte concernenti il turismo presentate da ciascuno dei quindici Stati membri nei rispettivi piani d’azione nazionali per l’occupazione, visto che il turismo è riconosciuto come un settore fondamentale per la creazione di posti di lavoro. Tuttavia, i riferimenti all’industria del turismo contenuti nei piani d’azione nazionali degli Stati membri sono stati finora a dir poco frammentari, ragion per cui è stato difficile, per la Commissione, analizzare tale potenziale.

La maggior parte dei riferimenti all’industria del turismo contenuti nei piani d’azione nazionali per l’occupazione relativi al 1999 figura tra le misure prese per dare attuazione agli orientamenti 12 e 13, in vista dello sfruttamento di nuove opportunità per la creazione di posti di lavoro, in particolare nel settore dei servizi; alcuni Stati membri hanno fatto un collegamento con azioni orizzontali intraprese a sostegno del settore culturale, collegamento d’importanza fondamentale dato l’aumento registrato a livello del cosiddetto turismo culturale nell’ambito della Comunità; altri Stati membri non hanno fatto alcun riferimento esplicito al settore del turismo, sebbene quest’ultimo rappresenti una percentuale importante del PIL e/o dell’occupazione. Pochissimi piani d’azione nazionali fissano obiettivi concreti per il settore, in termini di quantità o di qualità della futura crescita occupazionale. Nei futuri piani d’azione nazionali e, di conseguenza, nelle future relazioni annuali congiunte sull’occupazione della Commissione si può quindi chiaramente dare maggior rilievo al turismo e all’occupazione.

Nel dibattito sul potenziale del turismo per l’occupazione l’accento viene spesso posto sulla necessità di migliorare le infrastrutture e le condizioni generali per le imprese. Tale aspetto è sicuramente importante, ma la commissione per l’occupazione e gli affari sociali vorrebbe che si sottolineasse anche un’altra priorità del Gruppo ad alto livello: la valorizzazione delle risorse umane nel turismo. Numerosi impieghi in tale settore non richiedono specializzazione e sono a metà tempo o stagionali. Il posto di lavoro è quindi spesso precario e le condizioni di lavoro anomale. In passato il Parlamento ha sottolineato l’importanza della formazione permanente, nonché della necessità di garantire che i posti di lavoro siano maggiormente sostenibili a lungo termine fornendo alle PMI i mezzi finanziari per trattenere i dipendenti nei periodi di bassa stagione, a scopo di formazione. Inoltre, la relazione Mann sui lavori del futuro in Europa (A4-0475/98), elaborata durante la passata legislatura, ha proposto una radicale riorganizzazione delle professioni del settore, affinché siano riconosciuti diplomi in relazione alle seguenti attività: “vendita di viaggi, organizzazione di viaggi, trasporto, turismo termale e turismo tout court”.

Collegata a ciò è l’ipotesi ampiamente diffusa che il carattere flessibile del mercato del lavoro nel settore del turismo favorisca l’occupazione delle donne e dei giovani, due delle categorie maggiormente colpite dalla disoccupazione. La commissione mette in dubbio che vi sia una connessione naturale tra occupazione delle donne e dei giovani e mercato del lavoro flessibile. Le donne e i giovani non dovrebbero presentarsi sul mercato del lavoro con impieghi precari e incerti che implicano condizioni di lavoro mediocri. Per questo motivo è di fondamentale importanza prestare attenzione sia alla qualità che alla quantità dei nuovi posti di lavoro.

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Mediterraneo e le Regioni dell'Obiettivo 1. 
BITS-Congresso Mondiale sul Turismo Sociale, Napoli

Un lavoro presentato da Claudio Quintano e Franco Garbaccio al
Quinto Convegno Internazionale di Studi, La Sardegna nel Mondo Mediterraneo, “Turismo e Ambiente”, Sassari - Olbia 28-30 ottobre 1998, Università degli Studi di Sassari, Facoltà di Economia, Istituto e Laboratorio di Geografia.
Clicca sul titolo  per accedere alla relazione

CONGRESSO MONDIALE SUL TURISMO SOCIALE
Si è celebrato a Napoli, dal 14 al 18 giugno il Congresso mondiale sul turismo sociale del BITS Bureau International du Tourisme Social, sul tema
 “Turismo quale fattore di cambiamento culturale, sociale ed economico”.
Vi hanno partecipato 250 rappresentanti di tutti i continenti, il Segretario Generale dell’OMT, Frangialli, il Segretario Generale della Confederazione Europea dei Sindacati.
La relazione di base è stata svolta da Gennaro Ferrara, Rettore dell’Istituto Universitario Navale di Napoli. L’organizzazione è stata affidata a Benito Perli, presidente della Fitus, la parte scientifica è stata curata da Claudio Quintano, Preside della Facoltà di Economia dello IUN  e da Franco Garbaccio.
(I professori Ferrara, Quintano, Perli e Garbaccio fanno parte del gruppo dirigente di COMEN)
Per leggere la Sintesi della relazione svolta dal Prof. Gennaro Ferrara clicca sul nome o sul titolo.

Link utili

TURISMO PER I DISABILI - Mondo possibile
Musei e Gallerie di Roma accessibili
Accessible Europe 
Sardinia point

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