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Studio
sulle strategie riproduttive e sull’investimento parentale
nell’Elefante marino del sud (Mirounga leonina) a Sea Lion Island contributo a cura di Daniela Marasco (foto) Nel 1995 il Dr. Filippo Galimberti iniziò il suo progetto di ricerca sull’elefante marino del sud (Mirounga leonina), alle Isole Falkland: Elephant Seals Research Group. Indirizzo internet: http://web.tiscalinet.it/esrg/ |
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Sea Lion Island
Le Isole Falkland sono situate nell’Oceano Atlantico meridionale, 450
Km a nord-est della Terra del Fuoco, 600 Km ad est della Patagonia e 1600
Km a nord dell’Antartide.
L’arcipelago è costituito da due isole principali e da 400 minori,
di queste la più meridionale, lunga poco più di 7 Km, è
Sea Lion Island, l’isola dei leoni marini.
Il clima oceanico di Sea Lion è caratterizzato da forti venti
e da temperature rigide. Il litorale, ricco di baie ed insenature rocciose,
si snoda tra spettacolari scogliere a picco sull’oceano e spiagge di dune
sabbiose. La flora è costituta prevalentemente da praterie e arbusti
bassi (tussock, Poa flabellata) e contraddistinta dall’assenza di vegetazione
arborea.
L’isola, dalle cui coste è possibile avvistare il passaggio frequente
delle orche (Orcinus orca), ospita una grande varietà d’animali:
il pinguino magellano (Spheniscus magellanicus), i rockhopper (Eudyptes
chrysocome), il pinguino reale (Aptenodytes p. patagonica) e diverse colonie
di pinguini gentoo (Pygoscelis papua). Due specie di cormorani (Phalacrocorax
magellanicus; Phalacrocorax gaimardi), diversi gabbiani (Larus dominicanus,
Larus scoresbii), ma soprattutto la colonia protetta degli albatri petrel
(Macronectes giganteus).
Tra gli upland (Chloephaga picta leucoptera) e diversi altri anatidi,
i caracara (Phalcoboenus australis) e gli avvoltoi (Cathartes aura falklandica),
ogni anno da fine agosto diverse centinaia di elefanti marini del sud (Mirounga
leonina) raggiungono la riva per partorire e riprodursi sulle spiagge sabbiose
dell’isola. Mentre gli arctocefali (Arctocephalus australis australis)
sono solo di passaggio a Sea Lion Island, le colonie riproduttive di leoni
marini (Otaria flavescens), caratterizzate da un basso numero di esemplari,
occupano le spiagge di ciotoli dalle alte e ripide scogliere e si nascondono
tra i ciuffi di tussock.
Sull’isola è situato un piccolo lodge che permette una
certa affluenza turistica nei mesi più caldi (ottobre-febbraio),
affluenza limitata date le condizioni climatiche, e caratterizzata soprattutto
dal flusso domenicale dei militari della base militare di Stanley, la capitale
delle isole Falkland.
| L’elefante
marino del sud (Mirounga leonina)
Il genere Mirounga, appartenente all’ordine dei pinnipedi, comprende due specie: l’elefante marino del nord, Mirounga angustirostris, che è distribuito lungo le coste del Nord America, dall’Oregon alla Baja California; e l’elefante marino del sud, Mirounga Leonina, presente in Patagonia, in altre latitudini medie dell’emisfero australe, nonché nei territori subantartici. |
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ASea Lion Island le femmine di elefante marino iniziano ad arrivare durante la seconda settimana di settembre, intorno alla metà di novembre quasi tutte sono tornate in mare e alla terza settimana di settembre le spiagge, prima ricoperte da centinaia di elefanti si presentano quasi vuote, con maschi solitari e gruppi agitati di weanlings. |
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La
ricerca
L’obiettivo della ricerca Sea Lion è lo studio dell’evoluzione del comportamento sociale, delle differenti strategie riproduttive e la valutazione dell’investimento parentale nella popolazione di Mirounga leonina. |
Il concetto di investimento parentale fu introdotto da R. Trivers che
notò l’esistenza di diversi modi con i quali un genitore si può
sacrificare a favore della prole. Da un punto di vista biologico la cura
della prole ha la funzione di aumentare la probabilità di sopravvivenza
dei nuovi nati e di garantire la trasmissione del patrimonio ereditario
alle successive generazioni.
Le modalità di realizzazione di tali cure sono varie e possono
coinvolgere entrambi i genitori o addirittura un intero gruppo, oppure
essere prerogativa soltanto del padre o, più spesso, soltanto della
madre; negli elefanti marini l’investimento parentale è pressoché
solo materno.
La ricerca sul campo suggerisce la correlazione del fenotipo della
madre con il sesso del nascituro o con la sua dimensione. E’ possibile
che le femmine di grandi dimensioni e con più riserve energetiche
partoriscano un maggior numero di figli maschi, oppure che partoriscano
figli di grandi dimensioni (indipendentemente dal sesso), oppure infine
si può ipotizzare che il tasso di trasferimento energetico sia relazionato
al sesso del piccolo o alle dimensioni della mamma.
In South Georgia la massa della madre è responsabile della variazione
(al 55%) di peso allo svezzamento e il peso dei weanling non è correlato
con il loro sesso. Le femmine più grosse possono produrre piccoli
più grossi con un minor costo relativo Le femmine di piccola taglia,
che usano una larga percentuale delle loro riserve energetiche nell’allattamento,
hanno una ridotta sopravvivenza e successo riproduttivo negli anni seguenti.
(M.A. Fedak, Tom Arnbom, Ian L. Boyd, B.J. McConnell).
Tom Arnbom, M.A. Fedak e Peter Rothery hanno segnalato come nel loro
studio sull’elefante marino del sud in South Georgia (1994) le femmine
più piccole non siano state in grado di partorire figli maschi,
tutti i piccoli di sesso femminile sono infatti nati da madri con una massa
inferiore ai 380 Kg.
Un investimento parentale ineguale può poi essere determinato
dalla selezione sessuale. E’ possibile infatti che la madre investa prevalentemente
nei figli maschi, sia durante l’allattamento che durante la gestazione,
come è stato dimostrato in altre specie spiccatamente dimorfiche
come questa.
Fischer dimostrò che la selezione naturale favorisce quei genitori
che investono in modo egualitario per i figli maschi e per le femmine e
che la selezione naturale favorisce un rapporto sessi paritario al momento
del concepimento (Fischer, 1930). Maynard-Smith (1980) suggerisce invece
che la maggior parte delle risorse parentali debba essere investita nel
sesso che avrebbe maggiori possibilità di successo riproduttivo.
L’investimento materno potrebbe infine essere anche condizionato dalle
interazioni dei maschi nei confronti della madre, in tal senso vale chiedersi
se femmine isolate o di piccoli harem siano maggiormente disturbate e quindi
risultino svantaggiate nella cura dei piccoli.
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